asilo_barnepark

Grazie all’esperienza di oltre 60 anni nel settore dell’educazione e la formazione, a partire dal 200 la società Centro Studi “Antonio Manieri” ha ampliato la sua offerta formativa dedicandosi professionalmente alla cura della prima infanzia attraverso l’apertura di Asili Nido in italia e all’estero.

Aggiornandolo ai risultati dei più attuali studi in materia di prima infanzia, il Centro Studi Manieri offre un servizio socio-educativo che pone al centro del proprio Progetto Pedagogico Barnepark le esigenze dei bambini e delle loro famiglie.
L’elevato livello qualitativo del nostro progetto nonchè i principi educativi volti a porre particolare attenzione al rispetto per la Natura, per le diversità sociali e culturali, la cura nell’integrazione dei bambini diversamente abili, sono tra le principali motivazioni per cui, nel 2009, la Commissione Europea ha affidato al Centro Studi Manieri la gestione di una Creche a Bruxelles destinata ad accogliere i bambini del loro personale a seguito di una gara d’appalto internazionale.

Nel 2005 abbiamo inaugurato l’Asilo Nido Barnepark di San Giovanni, autorizzato al funzionamento e convenzionato con il Comune di Roma. L’Asilo Nido, progettato e realizzato per garantire la massima sicurezza dei piccoli ospiti, è l’unico di Roma situato ai piani alti di uno stabile, il totale estraniamento dai rumori cittadini è quindi, caratteristica esclusiva particolarmente gradita sia dai genitori che dai bambini.

Il sistema di gestione ed organizzazione particolarmente valido delle strutture Barnepark ha permesso di ottenere la certificazione UNI EN ISO 9001:2008.

Il nostro progetto si chiama “BARNEPARK” e prende spunto da una casa con il tetto di paglia nel bel mezzo di un parco scandinavo, perché tale è il suo nome. E’ arredata con accessori semplici ed essenziali, un lungo tavolo e sedie piccine, un acquaio e un fornello, tanti disegni appesi al muro, un armadio e una piccola libreria.
Immersa nel verde di betulle e abeti presenta all’esterno attrezzature di divertimento.

E’ il luogo in cui si ritrovano i bambini in età prescolare (sino a 3 anni) che, con i loro educatori, si avvicinano al mondo della Natura. La pedagogia scandinava cita spesso la Natura come primo approccio alle conoscenze del bambino. Barnepark “ é il primo vero contatto con la Natura, l’immersione pura in un benessere totale e armonioso che lo guiderà nella sua evoluzione e crescita.


Il personaggio che ci accompagna è un “Nisse” (nome scandinavo per indicare “gnomo”). I Nisse hanno avuto una grande diffusione nei boschi dell’Europa sin dal 1200, sono quasi sempre vissuti dentro o intorno alle fattorie prendendosi cura degli animali da cortile, curando quelli della foresta, vivendo in armonia con la Natura.
Alti circa 20 centimetri, buoni, generosi e amichevoli, ci aiuteranno a rimettere ordine nell’ambiente scomposto e inquinato in cui viviamo. L’importante è riuscire a vederli……
Il nostro Progetto pedagogico si riferisce ad un’immagine di bambino

 

  • Che si sviluppa a tutti i livelli (psicomotorio, sociale, affettivo, cognitivo) nella relazione con gli altri bambini, con gli adulti, con il suo ambiente;
  • Sano, forte, competente, curioso;
  • Disponibile al nuovo, dotato di grande energia e spinto dalla volontà di crescita;
  • Protagonista che assorbe e produce sapere;

Nel nostro progetto gli obiettivi educativi fanno riferimento ad una nuova concezione del bambino considerato non più come polo ricevente e oggetto delle influenze ambientali, ma persona che si evolve all’interno di una relazione intersoggettiva.

Questa prospettiva è sostenuta da studiosi quali Schaffer, Lezine, Beller, Bronfenbrenner, che delineano i rapporti tra adulti e bambini come espressione di un sistema aperto in grado di autoregolarsi.

Adulto e bambino si influenzano reciprocamente, mediante la costruzione di processi interattivi circolari, si giunge, quindi, al superamento della teoria che prevede un’idea di bambino solo meritevole di attenzione e cure affettuose, per approdare a quella di bambino come individuo competente attivo e interattivo.

Il Nucleo centrale del lavoro al Nido, il suo compito primario risiede nella capacità di consentire al bambino di sviluppare legami significativi in grado di garantirgli una base sicura per la costruzione di sé e delle proprie competenze

Gli obiettivi educativi che ci prefiggiamo di realizzare sono:

  • favorire lo sviluppo globale ed armonico della personalità del bambino in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
  • aiutare il bambino a svilupparsi a tutti i livelli (psicomotorio, sociale, affettivo, cognitivo) nella relazione con gli altri bambini, con gli adulti, con il suo ambiente, riconoscerlo come persona attiva sin dalla nascita, cittadino con un suo posto nella società, protagonista soggetto di diritti al quale la società deve sostegno e rispetto.
  • accompagnare il bambino ad esprimere il proprio potenziale attraverso molteplici linguaggi ed attività.
  • educare il bambino a vivere, apprendere, ascoltare e comunicare.
  • favorire ed incoraggiare lo sviluppo di relazioni significative tra il bambino ed i suoi coetanei, gli adulti e l’ambiente;

Parliamo a questo proposito di “pedagogia della relazione”; aderire ad essa significa tendere ad un rapporto educatori/bambini che consenta una relazione individualizzata e, soprattutto, personalizzata.

La pedagogia della relazione consta di interventi educativi che fanno leva sul sistema di scambi sociali utilizzandolo come strumento di crescita, attraverso tali scambi si vengono a creare un insieme di significati condivisi, lo sviluppo della socialità infantile è vista come ciò che consente, aiuta, favorisce la costruzione da parte di ciascun bambino della propria identità personale.

Un insieme di azioni e situazioni dirette a tale scopo vengono programmate all’interno dell’equipe pedagogica:

  • incontro tra bambini e bambini;
  • incontro tra bambini e adulti;
  • incontro tra adulti, per condividere ed arricchirsi l’un l’altro;
  • azioni per accompagnare e sostenere il bambino nella conquista della progressiva conoscenza della realtà esterna in modo da favorire il suo processo di adattamento con una dialettica di assimilazione/accomodamento (Piaget), in cui la manipolazione e l’esplorazione degli oggetti e dei materiali è di fondamentale importanza, un processo di scoperta che può essere sollecitato, ma non imposto o insegnato.
  • azioni per facilitare il bambino nella conquista di una sempre maggiore autonomia
  • azioni per sollecitare nel bambino lo sviluppo di una prospettiva multiculturale. Pur partendo dalla consapevolezza che ogni bambino e ogni famiglia rappresentano un “mondo culturale”, un’alchimia identitaria che si compone di caratteristiche e specificità singolari, è tuttavia evidente che oggi altre culture dell’infanzia e “nuove differenze” abitano i luoghi educativi per tutti; il nido rappresenta anche il luogo in cui i genitori si trovano gli uni accanto agli altri come utenti di un servizio che entra nella famiglia.
  • azioni per incentivare il bambino ad un contatto diretto e rispettoso con la natura;
  • azioni per agire in continuità con la famiglia e fornire un concreto sostegno alla genitorialità.

Il piccolo entra in relazione:

  • con se stesso
  • con altri bambini
  • con gli adulti
  • con l’ambiente esterno.

Quando queste relazioni diventano ricche di significati, di emozioni e di affettività portano il bambino a costruire la propria identità, la propria evoluzione .

Il progetto pedagogico favorisce le situazioni che generano relazioni significative:

  • attraverso l’ organizzazione dei tempi (routines)
  • attraverso l’allestimento degli spazi interni
  • attraverso il materiale proposto
  • attraverso gli spazi esterni condivisi
  • attraverso situazioni di incontro tra bambini e bambini, bambini e adulti, per condividere ed arricchirsi l’un l’altro.

Il bambino è persona attiva sin dalla nascita come un cittadino o una cittadina con un suo posto nella società, è un protagonista soggetto di diritti al quale la società deve sostegno e fornire rispetto. Il bambino è ricco: nato con un potenziale che potrà esprimersi con cento linguaggi, come costruttore di conoscenze, di identità, di cultura e valori, che cerca fin dalla nascita il senso del mondo. Il bambino è competente per vivere, apprendere, ascoltare e comunicare. (Irene Balaguer)

Percepire il bambino come una persona ricca presuppone riconoscergli la possibilità di costruire il proprio sapere, egli è: curioso, ricercatore, capace di enormi investimenti affettivi ed emotivi, il suo punto di vista è aperto alla critica costruttiva. La maturazione delle sue competenze gli permette di impegnarsi in un percorso di conoscenze rispetto a se stesso, agli altri, all’ambiente. Le modalità attraverso cui la conoscenza del bambino viene favorita e incoraggiata sono:

• Il gioco
• La musica, il canto
• L’espressione grafico pittorica
• La manipolazione (legno, carta, creta, sabbia, materiali naturali, ecc…)
• I Giochi simbolici, il teatro, le marionette
• La lettura
• Il linguaggio della natura
• La motricità e la danza

Questi linguaggi favoriscono l’evoluzione del bambino e rafforzano la qualità della comunicazione con i pari e con gli adulti. Consideriamo fondamentali le finalità educative concernenti la capacità di inserirsi e relazionarsi in un gruppo trovando un equilibrio tra i momenti di competizione e quelli di collaborazione, scoprendo così le regole proprie delle diverse situazioni, adeguandosi ad esse o eventualmente modificandole sulla base di esigenze precise. Il confronto nel gruppo dei pari porta il bambino ad apprendere l’esistenza di punti di vista diversi dal proprio, ad integrare i propri con quelli espressi dagli altri componenti del gruppo così da superare l’egocentrismo e sviluppare la socialità.

Gioco libero

Occupa una parte rilevante della giornata del bambino. Il gioco libero viene svolto in un contesto ampio con diverse possibilità di scelta. L’intervento delle educatrici è limitato a favorire l’autorganizzazione.

Valenza educativa:

  • Esplorazione
  • Familiarizzazione e  conoscenza dell’ambiente fisico
  • Sviluppo di competenze e di relazioni

Gioco strutturato

Sono attività proposte dalle educatrici nelle quali gli oggetti, i materiali e gli spazi vengono definiti e strutturati in base agli obiettivi pedagogici prefissati.

Attività di manipolazione

Sono una fonte inesauribile di interessi e di stimoli, tattili, visivi ed uditivi.

Valenza educativa:

  • affinamento delle capacità motorie
  • perfezionamento delle capacità di prensione
  • sviluppo capacità riflessiva
  • affinamento della coordinazione oculo-manuale

Attività psicomotoria

Incoraggia il bambini ad acquisire il controllo corporeo-muscolare ed emozionale in maniera più consapevole

Valenza educativa:

  • sviluppo delle capacità di riconoscere e verbalizzare le diverse parti del corpo
  • acquisizione grosso-motoria, fine-motoria e coordinazione oculo-manuale
  • coordinazione del corpo
  • sviluppo delle capacità senso-percettive
  • sviluppo della lateralità
 

Attività di Lettura

Sviluppa nel bambino la capacità di comprendere i racconti dell’adulto, di raccontare storie conosciute, di dialogare con i compagni, di favorire lo sviluppo del linguaggio e della rappresentazione simbolica

Attività musicale

Ha lo scopo di sviluppare nel bambino il senso del ritmo, la discriminazione dei suoni e di favorire le relazioni sociali

Attività di acquaticità

Permette al bambino di scoprire il piacere di stare nell’acqua, di muoversi con naturalezza in ambiente creato su misura per le loro esigenze. Favorisce la conoscenza delle varie parti del corpo, e della coordinazione motoria.

 

 Laboratori genitori-figli

I genitori sono parte integrante del sistema di relazioni dentro e attraverso il quale vengono svolte le funzioni educative del nido

 

Gioco euristico

Permette la scoperta e la conoscenza di una varietà di oggetti di uso comune pensati per stimolare il tatto, l’olfatto, l’udito, la vista, il gusto e la motricità.

Mettere a disposizione numerosi oggetti diversi ed attraenti, è un modo per incoraggiare a prendere delle decisioni, a scegliere tra diversi oggetti, a confrontarli tra loro. 

Il Gioco Simbolico

Si esplica l’intreccio tra intelligenza ed emozione. In tale gioco i bambini elaborano una realtà virtuale, che non è esattamente copia di quela da loro vissuta, ma una sua interpretazione. Sono strumenti di forte valenza simbolica. Permettono al bambino di giungere alla conoscenza della realtà, del vero, ad esorcizzare le sue paure attraverso la fantasia ed il gioco simbolico.

Valenza educativa:

  • conoscenza della realtà
  • conoscenza e riconoscimento dei sentimenti
  • sviluppo competenza narrativa ed emotivo-relazionale

 

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